I morti - James Joyce

Ultimo racconto della raccolta "Gente di Dublino, I morti" (1907).

Il microcosmo della festa natalizia alla quale il protagonista Gabriel Conroy partecipa, diviene, per una di quelle illuminazioni proprie dei grandissimi scrittori, il luogo di una ‘epifania’ che anticipa i grandi temi di “Ulysses” (1922), facendo di questo stupendo racconto la realizzazione più compiuta del primo Joyce. Protagonista è sempre, naturalmente, il mondo di Dublino; come scrive Alessandro Gentili nella prefazione che accompagna la sua nuova traduzione di questo capolavoro di Joyce, «ogni personaggio di ogni racconto di “Gente di Dublino” impersona e manifesta la paralisi umana di quella città, quella società chiusa e fissa nell’immobilità di antichi provinciali modelli e consuetudini, repressa e mortificata dal dominio britannico e dal potere asfissiante della Chiesa cattolica».

Tuttavia, non è un caso che questo racconto sia divenuto anche, e sempre più, un’opera a sé stante, e tale da fornire il materiale a John Huston per l’ultimo dei suoi grandi capolavori cinematografici, l’omonimo “The Dead” del 1987; perché se da un lato il racconto costituisce senza dubbio il coronamento dell’intera serie dei “Dubliners”, dall’altro sprigiona una sua autonoma potenza narrativa, tingendosi di un risvolto più metafisico, come se la presenza dei morti aleggiasse, dominasse e riempisse di sé l’intero quadro.

continua

Lingua: Italiano
Numero pagine: 115
Formato: Libro
Anno di pubblicazione: 2018
ISBN: 9788836816309

Editore: Passigli

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Autore

James JOYCE nacque a Dublino nel 1882. Ricevette la sua istruzione nelle scuole dei gesuiti di Clongowes Wood e al Belvedere College; in seguito studiò lingue e filosofia allo University College di Dublino, dove si laureò nel 1902. A quest’epoca risalgono le sue prime composizioni poetiche, poi raccolte e pubblicate col titolo di Musica da camera (1907). Subito dopo la laurea si trasferì a Parigi per studiare medicina, ma la morte della madre lo riportò in patria. Nel 1905, dopo un breve periodo trascorso a Zurigo e a Pola, si trasferì a Trieste dove rimase fino allo scoppio della Prima guerra mondiale. Qui insegnò inglese alla Berlitz School e divenne amico di Italo Svevo. Sempre a Trieste portò a termine Gente di Dublino (1914) e il romanzo autobiografico Un ritratto dell'artista da giovane (1916), oltre a un dramma: Esuli (1915). Nel 1916 si trasferì a Zurigo, e nel primo dopoguerra visse con la famiglia a Parigi, dove pubblicò Ulisse (1922). Nei diciassette anni successivi si dedicò alla stesura di Finnegans Wake che venne pubblicato nel 1939. Verso la fine del 1940, in seguito allo scoppio della Seconda guerra mondiale, ritornò a Zurigo, dove morì due mesi dopo, nel gennaio del 1941. Le gesta di Stephen, il romanzo da cui aveva tratto Un ritratto dell'artista da giovane, apparve postumo nel 1944. Feltrinelli ha pubblicato Gente di Dublino (2013) e Un ritratto dell'artista da giovane (2016).

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